Finalmente abbiamo una donna al vertice, ma è la donna sbagliata.

Ho aspettato mesi, ho lasciato decantare la cosa. Non volevo reagire di botto, ma adesso sono pronta ad affrontare il problema. Perché di questo si tratta: un grosso problema!
Finalmente abbiamo una donna al vertice, me è la donna sbagliata.
Lei è Giorgia. É una donna, è una madre, è cristiana, è di destra e purtroppo governa l’Italia.

Ci siamo sentite dire che, siccome siamo femministe, adesso dobbiamo essere felici e sentirci finalmente realizzate. I nostri sogni di parità sono ormai diventati realtà, abbiamo una donna al governo e quindi lei rappresenterà le nostre istanze. Insomma, adesso possiamo dormire sonni tranquilli, possiamo smettere di essere sempre incazzate, sempre prese in qualche battaglia, perché ci hanno finalmente accontentate. Possiamo quindi festeggiare l’evento e poi in silenzio tornare alle nostre faccende: cucinare, procreare, accudire. La cucina e la camera da letto sono i nostri regni ideali. Le più intraprendenti potranno tornare ai loro lavori, ovviamente in ambiti consoni: scuole, sartorie, imprese di pulizie, lavanderie, stirerie, supermercati, saloni di bellezza, uffici, call-center…. ce ne sono di settori buoni per noi!
Tanto a difenderci adesso c’è lei… la lotta è finita! Andate in pace!

Eh no! Le cose non stanno così! Io non ci sto, noi non ci stiamo!
C’è donna e donna! Quella è la donna sbagliata. Lei non ci rappresenta, non porta avanti le nostre battaglie e i nostri ideali. Lei vorrebbe cancellare le nostre conquiste e i diritti di molti.
Quella donna rappresenta il più becero maschilismo. Si, diciamolo pure che è stata brava a prendere un partito che stava naufragando e a portarlo a governare il paese. Ma diciamo anche che l’ha fatto urlando le più atroci bestialità alla parte peggiore di noi. Ha stanato il fascismo che ancora strisciava in Italia, nascosto e viscido, trovando terreno fertile nell’ignoranza e nella cattiveria. Ha agito nel periodo di disillusione con la percentuale di votanti che cade in picchiata. Prima di lei Salvini aveva fatto lo stesso, e prima di lui tanti altri. Ecco lo ha fatto da uomo. La definiscono, come se fosse un complimento, donna con le palle, perché si comporta come un uomo. Perché per dire che una donna è brava il riferimento è sempre all’universo maschile. Non è brava in quanto donna, ma lo è perché si è comportata come fanno gli uomini.
Lei è Giorgia. É una donna, è una madre, è cristiana, è di destra, è cazzuta!
Lei, infatti, vuole esser chiamata “il Presidente del Consiglio”… il… nemmeno la grammatica italiana le sta bene. Da quando è stata eletta ha pacato un po’ i toni da campagna elettorale, ha mutato qualche posizione per sembrare più sul pezzo, ma intorno a lei, i suoi uomini e le sue donne, con le palle, urlano i suoi slogan di sempre e portano avanti le sue posizioni retrograde.
Lei è l’esempio perfetto di come spesso siano le donne stesse a remarci contro e del fatto che quelle che fanno carriera siano poi arrivate in ruoli di spicco perché portatrici di visioni conservatrici e maschili della politica e della società.

Poi succede l’impensabile e nel Pd, ribaltando ogni pronostico iniziale, Elly Schlein viene eletta segretaria di partito. Un partito in cui, a dire il vero, molte donne fanno politica, la fanno bene, ma poi faticano ad arrivare nei posti che contano veramente. Ed ecco finalmente la prima donna alla guida del partito, nonché la più giovane. E bastano le sue parole per sottolineare le differenze tra lei e il Presidente Meloni:
“Non basta essere donne per aiutare altre donne. C’è una bella differenza tra le leadership femminili e femministe, se decidi di non difendere i diritti delle donne a partire da quelli sul proprio corpo, a partire dall’idea di poter scegliere sul proprio corpo. Si, sono una donna, amo un’altra donna e non sono una madre. Ma per questo non sono meno donna, perché non siamo uteri viventi, siamo persone con i loro diritti!”

Al di là delle idee politiche di ognuna di noi, in quanto donne, non possiamo sentirci rappresentate da chi rifiuta persino l’articolo femminile davanti al proprio ruolo. Possiamo invece riconoscerci nel pensiero di Elly Schlein, eppure non è così.

Io faccio fatica a pensare che ci siano donne che votano Meloni e la apprezzano. Eppure ci sono. E allora mi chiedo che valori abbiamo queste donne, quali siano i loro ideali e cosa pensino del ruolo della donna nella società….
Poi mi rendo conto che ne conosco di donne potenziali elettrici della Meloni. Sono quelle che vivono una libertà che hanno ottenuto grazie alle battaglie femministe delle donne che le hanno precedute, ma loro lo ignorano o rifiutano di ammetterlo, come se i loro diritti fossero lì da sempre oppure gentilmente offerti dagli uomini!
Sono donne aride, spesso culturalmente povere, schiave di una tv spazzatura che le obbliga ad aver paura degli altri, del diverso, di ciò che è sconosciuto e nuovo. Vittime di modelli irraggiungibili di bellezza e giovinezza eterna e prigioniere di ruoli medievali. Insomma, che siano felici casalinghe o lavoratrici sono donne che ben si adattano ad una società di stampo patriarcale. Donne che rivendicano leggerezza e non vogliono responsabilità, quelle spettano ai mariti. Donne che si sentono realizzate solo attraverso il matrimonio e la maternità. Oppure donne maschiliste che vivono fotocopiando i comportamenti degli uomini oppure li assecondano. Se c’è una cosa che mi fa uscire di testa è sentire una donna affermare di usare il proprio corpo o il sesso come arma per conquistare qualcosa o per avere vantaggi. Anni e anni di lotte femministe che si dissolvono nel vuoto di certe idee!
Sono donne che odiano il femminismo, sembra assurdo, ma esistono!
Il femminismo per alcune donne è sbagliato! Promuovere il diritto all’autodeterminazione di tutti e tutte, che siano donne, uomini e persone che non si riconoscono nella dualità di genere; accettare e rispettare ogni scelta libera e personale. Principi fondamentali del femminismo moderno che vengono rifiutati! Questa cosa fa paura al patriarcato perché allargare la platea dei diritti è visto in modo negativo, come se venisse sottratto qualcosa a loro.
Se io scelgo di abortire non obbligo anche te a farlo; se scelgo di non avere figli non nego la tua maternità; se scelgo di lavorare non obbligo anche te a farlo; se decido di divorziare non mino le basi del tuo matrimonio; se sposo una persona del mio stesso sesso non sei obbligata a farlo anche tu; se adotto da un bambino senza essere sposata non vengo a sottrarti un figlio; se decido di aiutare una coppia omosessuale ad avere un figlio non ti obbligherò a vendere il tuo prezioso utero; e allargando il concetto ad altri aspetti importati, se concedo la cittadinanza a chi nasce in questo paese non la tolgo a te; se accolgo chi ha bisogno non lascio annegare te…
Sono concetti chiari e semplici che si scontrano contro un muro di pregiudizi e paure irrazionali, ma ben pilotate.

É chiaro che la strada è ancora lunga e che non dobbiamo smettere di lottare contro una società fatta dagli uomini, per gli uomini e che troppe donne ancora accettano. Fortunatamente le nuove generazioni sembrano più libere da certi vincoli e le ragazze sembrano avere le idee chiare sul proprio corpo e sulle proprie possibilità.

Il mio augurio è che un giorno ci sia veramente una donna al vertice che ci rappresenti, una vera leadership femminista, che porti avanti i diritti di tutti, al di là del genere, che lotti per una integrazione di popoli e idee, nel rispetto di tutti e nella promozione dei valori di ognuno.
Un sogno, non un’utopia, che potrebbe realizzarsi se tutte le donne si svegliassero e uscissero dai ruoli imposti da questa società.

(Image by Judith Horvath from Pixabay)