Ho sempre pensato che parlare chiaro e dire in faccia ciò che penso sia la cosa migliore. Forse non lo è per quelli con cui vuoto il sacco, ma sicuramente io mi sento più leggera e libera nel farlo.
La vita sarebbe molto più semplice se riscoprissimo il nostro lato istintivo, animalesco e facessimo un po’ come i cani (non per niente sono cinica): annusiamoci il sedere e se i nostri reciproci odori ci ripugnano abbaiamoci addosso tutte le parole che ci vengono da dire e non incontriamoci mai più. Niente falsi sorrisi, frasi di circostanza, cene noiose, conformismi, costrizioni imposte dalla società e giustificazioni per quelli che realmente sono i nostri interessi. Se invece a naso ci piaciamo, bene, siamo pronti per cercare insieme la felicità. Quella pura, semplice e non viziata da aspettative ambiziose e illusorie.
Per anni lavorando in un ambiente ostico come quello delle sale stampa, ho dovuto tenere a freno la mia lingua per non danneggiare il mio lavoro. Ho fatto assopire la parte più viva e vera di me ed è stato un errore. Un’esperienza insopportabile che mi ha caricato di sentimenti inespressi pronti a scoppiare e travolgere chi mi stava intorno come un fiume in piena. Adesso che non frequento più simili luoghi e che ho tagliato fuori dalla mia vita chi aveva un odore repellente, posso finalmente gridare ciò che penso in sala stampa, la mia sala stampa, il mio blog!