Matteo Salvini ha scritto un libro. Dopo aver riflettuto, rielaborato, digerito e assimilato (non proprio bene) questo fatto, mi si sono scatenate una serie di reazioni, dal disgusto allo schifo. Poi ho ricordato, improvvisamente, una cosa avvenuta esattamente sette anni fa.
Era il 7 maggio 2009. In occasione della presentazione della lista dei candidati della Lega alle provinciali che si sarebbero tenute di lì a un mese, Salvini tirò fuori una delle sue peggiori proposte provocatorie: usare vagoni della metropolitana riservati appositamente alle donne e ai milanesi. Le sue esatte parole furono “Prima c’erano i posti riservati agli invalidi, agli anziani e alle donne incinte. Adesso si può pensare a posti o vagoni riservati ai milanesi. Ho scritto al presidente di Atm perché valuti la possibilità di riservare le prime due vetture di ogni convoglio alle donne che non possono sentirsi sicure per l’invadenza e la maleducazione di molti extracomunitari”
Sul web si scatenò furiosa la risposta e io ed una amica fondammo, all’istante, un gruppo di protesta su Facebook che in meno di due settimane raggiunse i 15.000 membri.
Il gruppo si chiamava “Sì alle carrozze metro separate: non vogliamo più sederci vicino ai leghisti” e la descrizione era la seguente: “Il deputato Matteo Salvini della Lega Nord propone che carrozze metro siano riservate ai soli milanesi. Per una volta siamo in linea con lo spirito Carrocciaro e insistiamo affinché vengano istituiti vagoni metro ad uso obbligatorio dei soli leghisti. In questo modo si libereranno i cittadini dal tedio della loro presenza, le donne dall’imbarazzo di dover condividere spazi con chi ce l’ha sempre duro, e lor signori potranno finalmente sentirsi liberi di ridere alle loro grette battute senza imbattersi in sguardi perplessi nonché disgustati.” (https://www.facebook.com/groups/79027087825/)
Fummo attaccate e minacciate da ultrà fanatici leghisti, soprattutto per la foto che rappresentava il nostro gruppo. Sotto il simbolo della Azienda di Trasporti Milanesi c’era la scritta “posto riservato ai Pirla” e poi il faccione di Salvini con camicia verde! La scritta fu poi sostituita da due diverse varianti: “posto riservato ai leghisti” e “posto riservato ai razzisti”. Insomma usammo dei sinonimi della prima! Fu soprattutto la prima versione che usci dai diari Facebook e approdò in città. Milano era addobbata, su treni, autobus e metro da questo faccione e la nostra scritta. In alcuni casi era presente anche il link al gruppo. La scritta “posto riservato ai razzisti” arrivò anche in consiglio comunale a Milano, sulla sedia e il banco occupati da Salvini, grazie ad alcuni consiglieri del Pd. Ne parlarono giornali e Tv (http://milano.repubblica.it/multimedia/home/5869252/1/2) e noi continuavamo a ricevere insulti, ma anche tante dimostrazioni di solidarietà. Di quel gruppo, ormai svuotato dai regolamenti di Fb più volte cambiati nel corso degli anni, restano post abbandonati e tante belle amicizie virtuali tuttora in essere. Io per molti sono ancora “quella dei posti separati” e resto una fervente oppositrice del movimento leghista e del razzismo e dell’ignoranza che lo tengono in vita.
La storia delle carrozze separate ci colpì molto perché ci riportava indietro anni luce dal progresso e dai passi avanti fatti in nome della parità dei diritti, dell’integrazione e dell’uguaglianza. E ci rimandava a quel 1° dicembre 1955, a Montgomery, in Alabama. Rosa Parks, attivista del movimento per i diritti civili, stava tornando a casa in autobus. L’unico posto a sedere libero era nella parte anteriore, quella riservata ai bianchi. Lei si sedette lì e quando salirono dei bianchi e il conducente le ordinò di alzarsi e andare nella parte riservata ai neri lei si rifiutò. Rosa era stanca di esser considerata come una cittadina di seconda classe e non voleva esser costretta a rimanere in piedi per il colore della sua pelle. Rimase seduta. Il conducente fermò il bus e chiamò la polizia. Rosa Parks fu arrestata per condotta impropria e per aver violato le norme cittadine. Questo episodio portò al boicottaggio dei mezzi pubblici di Montgomery che andò avanti per 382 giorni, finché non fu rimossa la legge che sanciva la segregazione razziale. Rosa è un simbolo della battaglia per l’uguaglianza… battaglia che a quanto pare non è ancora finita.
La lega e Salvini non fanno altro che sfruttare i fatti di cronaca in cui sono coinvolti gli stranieri, aggiungendo slogan urlati, provocazioni e beceri insulti che vengono amplificati dai media a caccia di facili ascolti. Il tutto a creare un mix esplosivo “contro” che serve solo ad attirare attenzioni ed elettori. Adesso che cercano voti anche al Sud puntano il dito contro gli immigrati, quando invece puntavano ad un elettorato puramente nordico insultavano il Sud. Inizialmente erano secessionisti e anti-meridionalisti. Poi sono diventati federalisti, ma per far dimenticare gli scandali di diamanti, lauree comprate, note spesa imbarazzanti, furti e truffe, confondono le acque nazionalizzandosi e tentano di cancellare dalla memoria della gente gli insulti rivolti al Sud. Vi ricordate quando Salvini diceva che La Lombardia e il Nord si meritavano l’euro perché erano degni di stare in Europa, ma il Sud, come la Grecia, non lo meritava? Adesso tutto è cambiato. Adesso Matteo grida proclami contro Europa e Euro. Promette di portare l’Italia fuori dall’Euro e magari dall’Europa (però a lui piace guadagnare i soldi del Parlamento Europeo…nonostante sia uno dei più assenteisti!). Ma vi posso assicurare, e chi vive al Nord come me lo sa bene, che i leghisti, o meglio l’elettorato leghista, continuano ad odiare il Sud. Noi terroni siamo esposti continuamente alle loro offese e veniamo trattati male, sempre.
I leghisti come Salvini usano l’ignoranza delle persone, creano false paure, mentono e sfruttano le situazioni di disagio e povertà che loro stessi hanno contribuito a creare quando erano al Governo e votavano quelle leggi che adesso rinnegano. Per anni hanno sostenuto che le sinistre e i sindacati hanno lasciato soli i lavoratori e solo loro erano presenti davanti alle fabbriche in crisi. Peccato che quando c’era da votare una legge si mettevano sempre dalla parte di chi la crisi la provocava. Ma intanto i consensi della gente aumentavano….
Salvini in politica dal 1993 nonostante si parli di lui come l’uomo nuovo della politica, ne ha combinate tante: dal coro offensivo contro i napoletani alla festa di Pontida del 2009, ai continui insulti ed attacchi a Cecile Kyenge, ex ministro dell’integrazione. Dichiaratamente contrario alle adozioni gay e sostenitore della famiglia tradizionale: “Il matrimonio è fra un uomo e una donna e i figli nascono da un uomo e da una donna. Senza la famiglia fondata su una mamma e su un papà la società finisce”, queste sono parole sue, ma forse dimentica di aver avuto due figli da due diverse compagne, due storie già finite (una con un divorzio, con l’altra non c’era stato nemmeno il matrimonio). Lui leghista duro e puro, in lotta contro sprechi e ruberie che fece assumere l’allora compagna (madre della sua seconda figlia) alla Regione Lombardia con uno stipendio di tutto rispetto.
Comunque sono riusciti a inculcare la paura del diverso (il terreno era fertile a sufficienza) e pare che gli unici problemi in Italia siano l’arrivo degli immigrati e i campi Rom. Io, se devo essere onesta, non ho paura di girare in città piene di immigrati. Sono convinta che l’integrazione e la multi-culturalità siano grandi risorse per tutti noi. Io in verità ho molta paura dell’ignoranza, del razzismo, dell’omologazione e ho spesso il timore di muovermi tra gli omini verdi. Io non sono mai stata molestata da uno straniero…l’unica volta che qualcuno mi ha molestato, palpeggiandomi il sedere, è stato un vecchio monzese, che parlava dialetto stretto, ed è successo davanti al sagrato di una chiesa!