Nella vita ci sono momenti indimenticabili in cui si fanno scelte che ti cambiano profondamente e ti fanno intraprendere cammini non sempre facili. Il 1° settembre 1996 io ho fatto la mia scelta. A lungo ho incubato, elaborato e assaporato il momento in cui avrei eliminato carne e pesce dalla mia alimentazione. Sono stata vegetariana per 19 lunghi anni, ma mi sentivo incompleta, incerta e in colpa. Avevo compiuto una scelta parziale, ma il 16 ottobre 2015, finalmente, ho fatto l’ultimo passo ed ho eliminato anche i derivati dalla mia dieta. Niente più uova, latte e latticini. Non è stato difficile quanto pensavo. Per anni ho ritardato quella scelta che nella mia testa consideravo comunque inevitabile. E alla fine è successo, senza pensarci troppo e non mi manca niente (neanche il gorgonzola che tanto amavo). Mi sento bene sia mentalmente sia fisicamente. Sono vegana da pochi mesi, ma ho già ottenuto un importante beneficio. Spesso avevo letto di come il latte e i suoi derivati fossero coinvolti nel veicolare allergie. Fin da piccola ho avuto allergie con cui convivevo senza grossi problemi, ma negli ultimi anni ho dovuto far ricorso agli antistaminici per un intensificarsi della sintomatologia legata soprattutto alla mia allergia alla forfora dei gatti (animali che ovviamente vivono con me, dormono con me e nemmeno la scoperta della suddetta allergia ha cambiato le cose). Bene, dal giorno in cui sono diventata vegana ho voluto testare la veridicità del collegamento tra latticini e allergie, smettendo di prendere medicine. Risultato: non prendo più antistaminici e non ho avuto più attacchi….nemmeno spazzolando i mie tre gatti pieni di forfora!
So che c’è molto scetticismo a riguardo, mancano studi clinici a supporto e pensate pure quello che volete di me: effetto placebo, suggestione da invasata, allergie psicosomatiche….ma i fatti non cambiano!
Comunque so benissimo cosa pensa la gente di queste mie scelte, lo leggo nei loro occhi quando ne parlo. Quando dico di essere animalista o, peggio ancora, vegana molti dei miei interlocutori mi guardano con quel sorriso ebete, piegando leggermente la testa di lato. Testa inclinata e sorriso a bocca stretta uguale disapprovazione. Alcuni si fermano lì, ma altri partono in quarta con disprezzo, disagio e discorsi a bischero.
“Non puoi dare la stessa importanza a uomini e animali”….scema io, che credevo di essere pure io un animale e ancor più scema ad allargare il mio amore verso le “bestie”.
“La Bibbia dice che dobbiamo mangiare gli animali che Dio ha messo a nostra disposizione sulla terra”…su questo dovrei aprire un lungo capitolo a parte, perché il libro più violento che sia mai stato scritto non si può liquidare in due parole, ma generalmente chiudo l’argomento con un laconico riferimento al fatto che sono atea (e qua apriti cielo! Mi guardano come se avessi ammesso di aver ucciso qualcuno).
“Le proteine dove lo trovi?”….le proteine, queste sconosciute, che vengono ricordate solo parlando con vegani e vegetariani! Sembrano tutti biologi e nutrizionisti e poi vanno tutti da McDonald’s oppure svengono dopo un mese di dieta a zona.
“Devi mangiare un po’ di tutto con moderazione come facciamo noi onnivori”….ahahahah, onnivori, ahahahah! Quelli che considerano verdure le patate e i piselli e mangiano le lenticchie solo a capodanno e mi sfottono se mangio seitan, o soia, o il miglio, o il riso integrale! Ahahahah, onnivori!

Comunque dobbiamo sfatare il mito delle proteine animali! Le proteine non sono contenute unicamente negli alimenti di origine animale. Anche i vegetali ne sono ricchi. Con una dieta vegana correttamente bilanciata è possibile avere le proteine necessarie al nostro fabbisogno nutritivo. Per essere sicuri di fornire al nostro corpo proteine complete dobbiamo semplicemente mangiare tutto ciò che la natura ci offre: i legumi, i cereali (meglio se integrali), i semi, frutta secca, frutta e verdura.
Dovendo sintetizzare le proteine necessarie alla nostra sopravvivenza dagli aminoacidi che troviamo nel cibo, quando mangiamo proteine animale (carne, pesce, uova e latticini) queste devono essere suddivise in aminoacidi, i mattoncini che servono per strutturare le proteine umane. Operazione lenta e macchinosa, però, dato che il nostro stomaco mal digerisce le proteine animali. Inoltre le proteine animali vengono quasi sempre consumate cotte. La loro cottura genera enzimi resistenti difficili da scomporre, nonché da digerire e tendenzialmente tossici, visto che la loro decomposizione può generare batteri che restano per troppo tempo a fermentare nel nostro stomaco e poi nell’intestino. Gli aminoacidi essenziali, le vitamine, i minerali necessari al nostro corpo sono tutti presenti in misure ovviamente diverse negli alimenti vegetali.
La frutta secca, i semi e i legumi contengono proteine di tipo completo e anche alcune verdure contengono tutti gli aminoacidi essenziali, mentre altre ne contengono solo una parte. I cereali sono poveri di lisina, importante per la nostra struttura ossea, ma se accompagnati da alimenti come legumi e verdura l’apporto proteico è implementato da aminoacidi supplementari.
Insomma il discorso è lungo, dobbiamo mangiare di tutto, tenendo conto che l’uomo nasce erbivoro, fruttariano ed è diventato carnivoro pur non avendo denti e apparato digestivo-intestinale adatti. In realtà noi vegani e vegetariani siamo molto attenti e informati. Sappiamo sempre cosa abbiamo nel piatto e cosa ci fa bene. Possono dire lo stesso gli onnivori? Generalmente chi mi chiede più insistentemente di giustificare la mia scelta (avendomi comunque già condannata) non sa cosa mangia ed elimina a priori tutta una serie di alimenti importantissimi per la nostra salute: la famiglia dei cavoli, i legumi, i cereali integrali vengono spesso ignorati nelle diete degli onnivori.
Così ad ogni persona che mi chiede dove io trovi le mie proteine, io rispondo con un’altra domanda: dove trovate voi le vitamine e i minerali? Naturalmente non ottengo risposte.

E a chi mi chiede cosa mangio visto che ho eliminato tutto, rispondo che mangio tutto ciò che il mio organismo necessita per funzionare in modo ottimale: tanta verdura, cruda e cotta, o meglio, tutta la verdura; frutta e frutta secca (viva le noci e le mandorle); i semi (di lino, di sesamo, di zucca, di girasole, di canapa….); i cereali, soprattutto integrali, in tutte le sue varietà, dal miglio (eccezionale con le lenticchie), all’orzo, al farro…; i legumi (soia, ceci, lenticchie, piselli, cicerchie, lupini….); i prodotti a base di tofu, seitan, tempeh, mopur, muscolo di grano…; gli zuccheri integrali di canna e il sale integrale; il latte vegetale (di soia, di riso, di anacardi, di mandorle, di avena…); le alternative ai formaggi a base di riso o di frutta secca; le alghe; il lievito alimentare a scaglie al posto del parmigiano (che mi da tanta vitamina B12, così evitate di chiedermi dove la trovo!)…..
Insomma si va dall’autoproduzione ad una infinità di prodotti già pronti (come si vede nelle foto della gallery). Prodotti che stanno aumentando a vista d’occhio, nei negozi dedicati, ma anche nella grande distribuzione. Molti dicono che sia una moda passeggera e finirà così come è passata la dieta a zona. Essere vegani potrà essere una moda per alcuni, certo, ma non per la stragrande maggioranza. E’ una presa di coscienza, una strada da cui difficilmente si torna indietro, perché apre un mondo di conoscenza e di sensibilità molto particolare. Non è solo una scelta ambientalista. Non è solo una scelta animalista. Non è solo una scelta salutista. E’ tutte queste cose messe assieme. E’ un cambiamento che ti coinvolge a 360 gradi e implica l’abbandono di molte abitudini. Un vegano non fa la spesa. Un vegano legge ogni singola parola delle etichette e sa cosa legge. Un vegano non compra accessori di pelle e maglioni di lana. Un vegano è costantemente in lotta con le case produttrici di prodotti per l’igiene personale e della casa, e compra da un elenco risicato di produttori vegani e rispettosi dell’ambiente. Insomma se lo fai solo perché è la moda del momento non vai oltre il primo mese.
Essere vegani è un lavoro, ma che soddisfazione!

Per finire, però, devo togliermi un altro sassolino dalla scarpa: vorrei ricordare a chi, giustamente, boicotta i prodotti contenenti olio di palma, perché produrlo porta alla deforestazione per convertire le coltivazioni (con minaccia di estinzione degli orango e di altri animali) e perché per farlo sono generate considerevoli emissioni di carbonio (e tutto ciò porta ad un conseguente rilevante danno ambientale, con l’emissione di gas serra) che costi ambientali pari, se non maggiori, sono causati dalle deforestazioni che si perpetuano costantemente per allevare bestiame! Quindi se dite di no all’olio di palma mentre mangiate un hamburger non siete molto coerenti!
A questo proposito consiglio a tutti la visione di “Cowspiracy: The Sustainability Secret”, documentario sull’impatto ambientale dell’allevamento e dell’industria animale. Un documentario difficile sotto molti punti di vista! Molto bello e chiaro. Mi ha colpito soprattutto un concetto chiave: un ambientalista non può definirsi tale se mangia carne! Direi che non fa una piega!
E parlando di documentari consiglio di vedere anche “Forks over Knives”, documentario che sostiene l’utilità di una dieta priva di proteine animali nella prevenzione e cura di molte malattie.