È ora di cambiare, ma andiamo o restiamo?

È un periodo piuttosto strano e per certi versi anche stressante, ma anche entusiasmante. Insomma, è un gran casino!Avete presente quando molte delle vostre certezze iniziano a vacillare, sapete che molte cose dovranno cambiare, ma non sapete ancora molto bene dove andare a sbattere la testa? Bene, eccomi qua!

Facciamo, però, un po’ di ordine, che altrimenti, in questo delirio, non ci capisco niente nemmeno io che lo vivo in prima persona.

Per prima cosa io e il mio compagno abbiamo deciso di cambiare casa e abbiamo messo in vendita il nostro appartamento. Intanto abbiamo buttato via tre mesi, affidandoci ad un’agenzia che ci ha tenuto in ostaggio, senza concludere un bel niente, con un contratto di esclusiva. Non fatelo mai! Hanno fatto su un casino mai visto: annunci diversi da un sito all’altro, pubblicati inoltre con un prezzo diverso da quello concordato e con una mole di errori che vanno dal calcolo dei metri quadri, al piano dell’appartamento (da terzo è diventato secondo), dall’elenco di accessori che il nostro appartamento non ha (antifurto e fibra ottica per citarne due), alla trasformazione di un cucinotto in cucina abitabile… Risultato: nessuna visita. Decisione unanime: a contratto concluso ci occuperemo direttamente della vendita, senza l’onere degli agenti immobiliari incartati nelle loro camicie inamidate, con le loro lucide scarpe a punta, i loro metri laser e gli onnipresenti ed inutili tablet…

Ma la cosa divertente è che non abbiamo ancora deciso dove andare a vivere. Un giorno pensiamo che sia meglio restare in zona, per il lavoro e le opportunità che la Brianza e la vicinanza a Milano possono darci. Si, della situazione lavorativa, però, ne parliamo a parte, dopo.

Poi respiriamo questa aria di merda, leggiamo articoli su come la zona sia una delle più inquinate d’Italia, ci scontriamo con la chiusura mentale degli abitanti del luogo e con le idee ripugnanti che dilagano e iniziamo a sognare altri lidi. Il mio sogno sarebbe vivere al mare, si ma dove? Tornare nella mia Toscana? Ci mettiamo a fare un po’ di osservazioni sui luoghi che ci interesserebbero con pro e contro e ci viene in mente che Livorno potrebbe essere una buona scelta. Pochi giorni dopo la città viene messa in ginocchio dalla prima pioggia dopo tre mesi di siccità… gli dei vogliono dirci qualcosa? E poi iniziamo a chiederci cosa facciamo a Livorno? Di cosa viviamo? Cosa possiamo inventarci per campare? Magari ritirare fuori la vecchia idea di aprire una piccola libreria con caffè pomeridiano e aperitivi serali? Oppure la risotteria (ovviamente in chiave vegana!), altro castello in aria di cui tanto si parla a casa mia? Si, ma con quali soldi?

Allora torniamo ad un altro desiderio che odora, comunque, di salmastro, ma parla di un mare lontano. Il mio sogno è Cuba, ma so già che lì non ci prendono. Negli anni le ho già provate tutte, dallo studio, al lavoro fino alla richiesta di asilo politico, ma o mi sposo un cubano o non mi fanno restare! Il mio compagno sogna isole caraibiche o atolli del pacifico. Vendere tutto, fare un bel dito medio a questa Italia balorda e via, ad inventarci una nuova vita, dove tutto è più semplice, più lento e più vero, ma abbiamo ancora alcune cose da fare qua che ci impediscono di fare questa scelta definitiva e io non sono ancora convinta al cento per cento.

Poi una domenica d’agosto conosci due splendide persone che hanno avuto il coraggio di cambiare la loro vita lasciando il caos sicuro di Milano per portare avanti una idea diversa, nuova. Una scommessa sicuramente vincente. Una associazione culturale in un piccolo borgo dell’Oltrepò Pavese, che organizza eventi, che fa da B&B e offre la possibilità di assaggiare piatti vegani, realizzati con materie prime del territorio, nel fine settimana. Pochi tavoli e la voglia di creare qualcosa che lì non c’era, un qualcosa che dovrebbe esserci ovunque. L’associazione si pone, infatti, l’obiettivo di promuovere l’alimentazione vegana nel rispetto degli animali e dell’ambiente. Una cascina accogliente, un cortile che profuma di erbe aromatiche, una stanza piena di libri e un luogo magico in cui ti senti a casa. Da quell’incontro ci ronza in testa un pensiero positivo e concreto. Realizzare qualcosa del genere. È una cosa che sentiamo nostra. È decisamente nelle nostre corde. Un piccolo orto, l’auto-produzione, cibi sani, un posto da valorizzare e in cui portare il nostro contributo per un mondo migliore. Magari uno spazio che possa ospitare anche arte, cultura per ridare spazio al bello, in un mondo sempre più abbrutito, omologato e standardizzato. Io un progetto simile lo avevo in testa già negli anni universitari e con alcuni amici andavamo pure a caccia di cascine per fare un agriturismo psico-biologico. Doveva essere un luogo in cui ricercare il benessere a 360 gradi, per il corpo e per la mente. Vabbè, eravamo laureandi in psicologia e dovevamo inventarci un lavoro… poi non siamo mai andati avanti, ostacolati dalle prime difficoltà, allontanati dai tirocini e dalle specializzazioni, prima, e dalla vita, poi…

E adesso di nuovo questa aspirazione, altamente condivisa dal mio compagno, a cui pensiamo sempre di più. Fantasia da realizzare lontano dalle grandi città, ma dove? Dove nessuno andrebbe a proporre la cultura veg. In qualche feudo carnivoro per sfidare l’egemonia delle abitudini. Un luogo in cui poter fare la differenza! Un luogo in cui vivere e lavorare. Sarebbe un sogno!

Quindi, tutto ciò ci porterebbe a cambiar vita e lavoro. Perché alla fine, nella nostra situazione attuale, oltre a voler cambiare casa, e magari città, vorremmo anche cambiare lavoro, ma per certi versi sarebbe più indicato dire che per vivere dobbiamo trovare lavori migliori di quelli che facciamo adesso!

Sì, perché da un giorno all’altro, magari, i tuoi cari datori di lavoro ti cambiano le condizioni lavorative e conseguentemente il tuo stipendio diminuisce ancora una volta. Allora fai una controproposta che ti permetta di guadagnare, almeno, del tempo e ti consenta di non finire in mezzo ad una strada, mentre ti cerchi qualcosa di meglio da fare o un secondo lavoro per le ore lasciate buche dal primo! Insomma, dopo 5 anni di lavoro continuativo mi sono ributtata nella mischia. Inviare curricula, sottoscrivere candidature in form anonimi su siti calderoni, porte sbattute più o meno delicatamente in faccia, il tutto barcamenandosi tra limiti di età e richieste idiote. Si leggono annunci veramente imbarazzanti in cui la fanno da padrone le inverosimili aziende di marketing piramidale, e le assurde richieste di donne con molta esperienza, ma giovanili e iperattive, per sempre più fantasiose mansioni, del tipo colf-badanti-babysitter-stiratrici-cucitrici-animatrici-automunite-nonfumatrici-magarianchelapdancer(che-ci-stanno-col-padrone-di-casa) a cui vengono proposte, se va bene, 5 euro l’ora, sempre se queste fantomatiche signore danno la loro disponibilità 24 ore su 24!

Ci sono dei veri e propri mercati di sopruso, da paura. Locali che mettono annunci urgenti per cameriere che vengono sfruttate un week-end in nero, per prova, e messe via, quasi sempre senza ricevere compenso e il fine settimana successivo tocca ad un’altra malcapitata. Ci sono dei gruppi su Facebook per chi offre e cerca lavoro che ormai sono diventati spazi di insulti tra ex dipendenti ed ex datori di lavoro, ricchi di post in cui vengono taggate le persone di cui non fidarsi!
Poi ci sono le agenzie interinali! La mia passione! Alcune hanno i miei dati dal 1997 e mai una volta mi hanno contattato, nemmeno per sapere se sono ancora viva! Le agenzie interinali continuano a non funzionare, così come non funzionavano quando io esortavo, quasi vent’anni fa, a boicottarle perché incarnavano la fine dei nostri diritti e il tempo mi ha dato ragione.
Risultato: un mese di ricerca di lavoro e sono invecchiata di 10 anni, con tante richieste inviate e praticamente nessuno o quasi che si degna di rispondere…

Quindi? Magari è arrivato il momento di voltar pagina e di costruire qualcosa di concreto, come “quel progetto di esportare la piadina romagnola”…. e comunque si accettano suggerimenti ed eventuali soci!